1908. Firenze capitale delle avanguardie (Italian Edition)


Free download. Book file PDF easily for everyone and every device. You can download and read online 1908. Firenze capitale delle avanguardie (Italian Edition) file PDF Book only if you are registered here. And also you can download or read online all Book PDF file that related with 1908. Firenze capitale delle avanguardie (Italian Edition) book. Happy reading 1908. Firenze capitale delle avanguardie (Italian Edition) Bookeveryone. Download file Free Book PDF 1908. Firenze capitale delle avanguardie (Italian Edition) at Complete PDF Library. This Book have some digital formats such us :paperbook, ebook, kindle, epub, fb2 and another formats. Here is The CompletePDF Book Library. It's free to register here to get Book file PDF 1908. Firenze capitale delle avanguardie (Italian Edition) Pocket Guide.

Can the former promote a broadened concept of Smart City, which also includes social and environmental aspects, in addition to the digital ones, and therefore the development of an enabling infrastructure for socio-digital innovation? Can the latter be seen as an alternative instrument of governance that makes room for public sector innovation through better engagement of and more collaboration with citizens and local communities? The main action lines of IDA implementation25 are inspired by the priorities of the homonymous flagship initiative of the Europe strategy, and involve the domains of Digital Divide, e-Identity, e-Administration, e-School, e-Health, e-Justice, e-Payments and e-Invoicing.

Due to the partition of competences between the National and the Regional level established by the Italian Constitution, most of the IDA action lines actually require shared decisions with the Regions and Autonomous Provinces of Italy. In essence, the DAE implementation in Italy resembles a sectorial policy, requiring among other things a strong coordination between regional and national government structures.

This is not at all what we should expect in the case of the UAE. First, we need to give due recognition to cities as places and agents of change, and therefore adapt and reformulate our agenda goals in the perspective of exploiting that potential for urban and regional development. Second, the strategic importance of civic communities, for both the smaller and the larger sized municipalities, requires a change of style in implementation of projects and programmes, giving more emphasis to social innovation and experimentation.

Third, despite the association of objectives between DAE and UAE, the future of urban development in Italy will be strongly dependent on a renovated perspective of sustainability, which focuses on longer-term impacts, rather than shorter-range implications of accruals in urban infrastructure. This does not mean to sacrifice conventional wisdom on return of investments, but to introduce different ways of evaluating — and therefore, measuring — the social revenues from innovation policy according to a broader perspective With the definition of the new regional policy framework at EU level in late , cities and towns have gained an additional dimension of operations that was not that clear in the previous programming period: Now after the Lisbon Agenda in , the Europe strategy and its flagship initiative known as Digital Agenda for Europe, citizens as well as businesses are in focus of digital innovation and the take-up of ICT for smart, sustainable and inclusive growth.

This is strongly reflected in the new cohesion policy framework , whereby a considerable amount of financial resources is being devoted to a rather holistic concept of urban innovation. This paper has summarized the EU-level debate on the link between Urban and Digital Agenda, and highlighted some possible misinterpretations to be avoided when transferring these reflections into regulations and guidelines at the level of the Italian Urban Agenda.

We propose a new way to look at cities, free from the constraints of shared urban and planning theory, which takes them as real-life experimental laboratories for reconceiving city making and the concept of digital innovation itself. Contribution This paper is the result of a collective reflection of all the authors. Francesco Molinari has done the collating and merge of individual contributions. Bas Verkerk, Mayor of Delft. European Commission , Towards an urban agenda in the European Union.

Investing in Europe", Brussels, February Discussion paper prepared for the informal meeting of ministers responsible for Cohesion Policy. Issues paper presented at the meeting of Directors General responsible for Urban Development. Athens, 24th April Territorial Agenda of the European Union , Available online at: Toledo Declaration , Available online at: Una volta chiarificate alcune questioni implicite al tema della dispersione, cercheremo di dimostrare la massa critica dei territori periurbani in Italia, esplorando infine su un caso studio le ipotesi avanzate precedentemente, attraverso il confronto con progetti concreti contemporanei.

Abbiamo voluto rappresentare la dispersione urbana italiana attraverso 7 campioni, individuando porzioni circolari di territorio aventi un raggio di 80km. Caratterizzati da costellazioni di centri urbani tra i 50, e i , abitanti, essi sono una significativa rappresentazione di quello spazio europeo di cui le politiche urbane comunitarie vorrebbero occuparsi, entro il e oltre.

Nel caso delle Fiandre, i diversi elementi infrastrutturali hanno generato corrispondenti sistemi urbani. Di conseguenza, la frammentazione e la dispersione del territorio belga sono il risultato della sovrapposizione di diversi sistemi urbani con una precisa morfologia e logica interna in diversi periodi storici De Block, Il progetto Adria-A3, finanziato dalla Central European Initiative, ha invece come obiettivo quello di ripristinare i collegamenti 3.

In sintesi, possiamo individuare gli strati fondamentali del territorio friulano: Il processo di gestione del. Si tratta quindi di superare la dicotomia tra palinsesto territoriale e infrastruttura come opera ingegneristica di grandi dimensioni che lo attraversa in modo arrogante Fabian, Lo scenario proposto dagli architetti irlandesi FKL in occasione della biennale di Venezia del fornisce un interessante esempio in questo senso.

Esso si basa sulla definizione di un nuovo sistema insediativo e produttivo lungo le strade statali che connettono i centri urbani maggiori. I presupposti del progetto di agglomerazione sono: In questo caso, la linea di trasporto si propone come intervento in grado di ridefinire una cornice unitaria di paesaggio e di orientare la morfologia delle future densificazioni. Il layout monofunzionale della diga viene quindi messo in discussione da un progetto integrato, in cui le parcelle vacanti sono messe a sistema e creano nuovi spazi, che assumono la funzione di aree destinate al loisir o di riserve ecologiche.

Allo stesso tempo, il tram crea nuovi spazi per la lottizzazione definendo una catena urbana composta di spazi naturali e villaggi animati fig. Riferimenti bibliografici De Block G. Katholeike Universiteit Leuven, Leuven. La dimensione urbana dello sviluppo locale. La definizione del concetto di sviluppo locale urbano consente di determinarne le dimensioni, articolate in ambiti specifici, per ciascuno dei quali sono stati definiti gli indicatori Golini, Le tre dimensioni individuate sono state scomposte in otto ambiti specifici: Il dataset finale contiene 80 indicatori analizzati nel decennio , scelto come intervallo temporale di indagine.

Rispetto agli indicatori riguardanti le risorse endogene, si sono analizzate le dimensioni del capitale umano e del capitale naturale. In relazione al primo aspetto Sistan, , Istat, emerge una perdita di capitale umano e si evidenzia un invecchiamento progressivo della popolazione. Le dinamiche demografiche che hanno caratterizzato il territorio si riflettono sulla componente attiva e non attiva della popolazione. Se consideriamo che il territorio comunale misura Interessanti informazioni vengono offerte anche dai dati forniti da Movimprese, che, se pur relative alla provincia, con buona approssimazione, possono essere ritenute valide anche per il comune di Palermo.

Emerge, pertanto una preoccupante assenza di crescita in relazione alla struttura produttiva del territorio: Un set di indicatori analizza il settore del turismo Istat , Istat , verso cui le politiche locali e regionali mostrano una certa attenzione. Tra gli indicatori del benessere economico sono stati analizzati alcuni dati relativi al mercato immobiliare e alle abitazioni Istat, , In relazione al benessere sociale Istat, , Istat , Istat , le variabili analizzate, se pur non riescano a restituire un quadro del tutto completo di tale ambito, sono le seguenti: Istat, rispetto ai comuni di maggiore ampiezza demografica.

Se consideriamo che la superficie comunale si aggira intorno a Tabella I Le variabili dello sviluppo locale urbano a Palermo. Per una nuova alleanza tra urbano e rurale, pp. Pichierri a cura di , La crisi italiana nel mondo globale: Consulenza tecnica svolta per la Procura della Repubblica presso il tribunale di Palermo. Stato di attuazione delle attrezzature pubbliche previste del Piano Regolatore Generale mimeo. Comune di Palermo , Relazione Generale. Variante Generale al Prg, Comune di Palermo.

Istat, Regione Siciliana , Informazioni e territorio, Statistiche dei maggiori comuni siciliani. Istat , Atlante Statistico dei comuni, Istat, Roma. Sicilia , FrancoAngeli, Milano. Ministero per coesione territoriale, Metodi e obiettivi per un uso efficace dei fondi comunitari , Roma. Dati statistici relativi alle imprese Movimprese: Rete dei Sistema Informativo Nazionale Ambientale: Abstract Alcuni spazi di consumo di beni, servizi ed esperienze sono diventati, a fronte di specifiche condizioni, attrattori e catalizzatori di flussi di persone, di beni, di informazioni, di energie e di investimenti nel territorio.

In un momento in cui lo spazio assume nuovo protagonismo nelle strategie di rigenerazione e sviluppo passando, in sostanza, da oggetto a soggetto, le azioni intraprese saranno incisive solo se coinvolgeranno quegli spazi che hanno un ruolo rilevante nei processi di specializzazione e riorganizzazione della postmetropoli contemporanea.

Il loro archetipo sono le cittadelle o i campi Agamben, Come affermato nel testo originale di R. Such a mass can no longer be controlled by a singular architectural gesture, or even by any combination of architectural gestures. The impossibility triggers the autonomy of its parts, which is different from fragmentation: In questi frammenti si concentrano azioni diverse, frutto degli investimenti di operatori commerciali, immobiliari, ecc.

Questo tipo di definizioni, a mio parere, introduce due degli aspetti chiave del tema: Allo stesso tempo la loro presenza influenza il contesto in cui sono insediate e lo fa a vari livelli: Si tratta di un lavoro precedente e necessario da compiere prima di mettere in campo qualsiasi tipo di politica. Allo stesso tempo, come ha avuto modo di osservare C. Essi manifestano, in origine, una discutibile scelta localizzativa legata alla dispersione.

Questo tipo di spostamenti, orientati in origine ad una clientela di tipo business, ha reso possibile un crescente traffico shopping-based dal nord ed est Europa, che ha come destinazione il centro commerciale Orio Center. Riferimenti bibliografici Agamben G. De las Rivas J. The ecology of landscapes and regions, Cambridge University Press, Cambridge.

How America rebuilds cities, M. Eds, , Complexity and Co-evolution; continuity and change in socio-economic systems, Edward Elgar, Cheltenham. Life on the new frontier, Doubleday, New York. New life for downtown, Preservation Press, Washington. Trasformazione urbana e governance territoriale, Franco Angeli ed. Agenda urbana e governo metropolitano: Il paper si sofferma sul tema delel riconfigurazione delle agende urbane ragionando sulle dinamiche in atto in due contesti nel Nord Italia: Torino, con particolare riferimento al percorso di pianificazione strategica recentemente rilanciato e Milano, con specifica attenzione al tentativo di definire percorsi e azioni di governo metropolitano attraverso la mobilitazione degli interessi economici e sociali e la cooperazione intercomunale.

Esiste una questione urbana in Italia? Quali sono i tratti della questione urbana italiana? La questione urbana italiana presenta almeno tre tratti qualificanti, anche in relazione al contesto europeo. Esiste un nesso tra questione urbana in Italia e agenda urbana europea e nazionale? In questo senso anche i primi passi del nuovo Governo sembrano andare in una diversa direzione: Sul fronte delle riforme istituzionali il dispositivo di legge recentemente approvato L. In terzo luogo, la costruzione di forme e pratiche di governo metropolitano, in Europa, prende sovente le mosse da progetti istituzionali che riguardano il coordinamento e la messa in rete delle conoscenze prodotte dal, nel e sul territorio.

Si tratta dunque di promuovere centri di competenze autorevoli, che supportino la nuova istituzione metropolitana e offrano servizi efficienti e qualificati ai comuni e che possano rappresentare insieme attori e arene dei processi di innovazione. Da una parte, la rete di attori attivata sembra essere ancora quella tradizionale, attardata su una agenda urbana per molti aspetti obsoleta. Gli attori chiamati al Tavolo Milano sono chiusi nel perimetro della rappresentanza degli interessi tradizionale, radicalmente in crisi in un contesto come quello milanese.

In sintesi, a Milano non sembra a oggi maturo un processo capace di intrecciare virtuosamente la definizione di una nuova agenda urbana e la costruzione della nuova istituzione metropolitana. Il percorso attivato presenta alcune differenze significative rispetto alle due precedenti esperienze dei primi due piani strategici. Questo scenario richiede nuove strategie, progetti e strumenti per la cooperazione metropolitana.

In questo contesto ogni processo di carattere strategico deve essere in grado di promuovere e attivare progetti, di costruire visioni che in questi progetti siano radicate ed esemplificate, di consolidare progetti e visioni dentro pratiche di governo. Quali temi per le agende urbane? Queste agende urbane dovrebbero essere in grado di segnare uno scarto significativo rispetto alle agende inerziali degli anni , provando a lavorare su un numero limitato di questioni che oggi sono ineludibili per dare senso e corpo a qualsiasi processo e strategia di riforma e riassetto istituzionale.

Segnalo dunque in conclusione alcuni temi per nuove agende urbane, che mi sembrano particolarmente pertinenti sia nel contesto milanese che in quello torinese. Nel corso degli ultimi quindici anni le grandi aree urbane italiane sono state tutte stata soggette a un rilevante consumo di suolo non urbanizzato. Si tratta di un fenomeno incoerente con le dinamiche demografiche e irragionevole in relazione alla profonda crisi del mercato urbano e immobiliare, che consegna a istituzioni e operatori il rischio di una ingovernabile sovrapproduzione edilizia.

Al tempo stesso, la crisi economica consegna ai territori metropolitani un enorme patrimonio edilizio, pubblico e privato, sottoutilizzato o abbandonato. Non si tratta solo della nuova fase della dismissione industriale: Azioni, tattiche, progetti di recupero, riuso, rigenerazione urbana sono oggi il cuore di una strategia territoriale capace di supportare un nuovo modello di sviluppo.

Le agende urbane devono dunque essere in grado di immaginare nuovi territori servizi, attrezzature, ma anche progetti fisici per nuove economie. Nota conclusiva Queste rapide indicazioni per la costruzione di nuove agende urbane devono naturalmente essere messe alla prova dentro progetti, politiche, azioni; devono alimentarsi di processi di interazione complessi e multiattoriali; devono saper attivare risorse e investimenti ingenti. Risulta dunque di sostanziale importanza individuare una visione strategica e strutturale per queste aree. Per questo il Governo ha deciso di destinare parte dei fondi europei e di bilancio ordinario per la realizzazione di questa strategia, che si prefigge di raggiungere tre obiettivi generali.

Questi obiettivi saranno perseguiti attraverso due classi di azioni. Tutti i comuni che parteciperanno in forma associata nelle aree-progetto, dovranno realizzare in gestione associata le funzioni essenziali, oppure se le condizioni di contesto lo permettono, avviare processi di unione e fusione. Questa legge impone ai comuni con popolazione inferiore a 5. Sempre secondo Calafati, le politiche del riequilibrio territoriale portate avanti tra gli anni Sessanta e Novanta, volte a sviluppare e industrializzare ogni singolo comune, anche piccolissimo, non hanno dato luogo a processi di integrazione territoriale.

Secondo questi studi, i cui risultati sono riportati qui di seguito in fig. Il secondo lavorando invece sulla griglia urbana, definisce le relazioni tra questa e il contesto urbano in cui essa risulta inserita. Figura 2 Mappa Da sinistra: Negli ultimi anni le tecniche di analisi configurazionale, prima applicate solo alla scala locale dello spazio urbano, si sono interessate di studiare anche la scala territoriale e dunque quella globale. Viceversa studiano anche gli effetti che le trasformazioni ipotizzate alla scala locale generano sul sistema globale.

In un sistema intelligibile, e dunque comprensibile, gli spazi ben collegati tendono ad essere anche ben integrati. Akkelies van Nes — Egbert Stolk Dep. Riferimenti bibliografici Barbieri P. Sitografia Slums and informal settlements. Il caso di Roma in prospettiva comparativa Barbara Pizzo. Abstract Il contributo presenta alcuni risultati di una ricerca sulle aree metropolitane, in prospettiva comparativa internazionale. Il contributo presenta alcuni risultati di una ricerca sulle aree metropolitane, in prospettiva comparativa internazionale1.

I processi di mutamento che interessano il suo. Il gruppo di Roma ha ottenuto un finanziamento di Ateneo per una ricerca interdipartimento, coordinata da chi scrive, dal titolo: Da una — seppur ancora non conclusiva — analisi delle dinamiche in corso, del ruolo e delle visioni portate dagli attori e dalle istituzioni coinvolti rispetto a questo quadro, si direbbe che il caso di Roma possa essere. Mi interessa orientare la discussione verso questi aspetti per tre motivi principali: Tale accelerazione si verifica principalmente in seguito: In molte occasioni6 convivono entrambi senza che vengano chiarite le relazioni e le eventuali differenze.

Ministro per la Coesione Territoriale , p. In un certo senso, si direbbe che la questione delle aree metropolitane stia seguendo in modo preoccupante un percorso analogo. Il caso di Roma. Si tratta di un lavoro ancora in corso, pertanto inevitabilmente parziale. Il riconoscimento di tale carattere eccezionale viene sancito in particolare nel , con la riforma del titolo V della Costituzione9. Per il rapporto tra contesto economico-produttivo di Roma e impatto delle leggi speciali, si vedano Pagnotta , e Toscano La sproporzione, seppure con connotazioni diverse, esiste poi alle diverse scale: Riferimenti bibliografici Amato F.

Camera di commercio di Roma b , Lo scenario economico provinciale. Il Lazio, Einaudi, Torino. Comune di Roma , Progetto di Roma, Roma. Le aree urbane tra crescita, innovazione ed emergenze, Il Mulino: Government and Policy no. Social conflicts and governance, Oxford University Press, Oxford. Ministro per la Coesione Territoriale, Carlo Trigilia , La programmazione del nuovo ciclo dei fondi europei — Presentazione della bozza di Accordo di partenariato - 10 dicembre Tra dopoguerra e miracolo economico, Editori Riuniti, Roma.

Oxford University Press, pp. Provincia di Roma , Ufficio studi: State and Local Government Review, no. Industria e terziario avanzato dal ai giorni nostri, Gangemi, Roma. Dealing with diversity in 21st century urban settings, Amsterdam The Netherlands , July Non sorprende che, uno dei cinque punti fondamentali costituenti il nucleo dell'Agenda Urbana riguardi proprio la Strategia europea in materia di Clima ed Energia3 con gli stessi obiettivi di Europa Sono stati introdotti i piani a valenza energetica individuando due livelli di approfondimento: Le disposizioni lungimiranti della L.

Tuttavia, la legge, non prevedendo sanzioni di alcun tipo per le Amministrazioni inadempienti, non ha conseguito i risultati sperati e la pianificazione energetica rimane un tema trascurato da molte delle Amministrazioni che, in linea teorica, erano tenute a provvedere in tal senso.

Negli ultimi anni, prima degli obiettivi fissati da Europa e Horizon , sebbene con gli opportuni distinguo , molti comuni italiani — a seguito della riforma Bassanini e dopo il , data del Protocollo di Torino — hanno virato verso la considerazione degli strumenti di pianificazione urbana quali mezzi operativi con cui gli enti locali possono agire per raggiungere gli obiettivi in tema di energia. Il PEC si propone come riferimento per gli altri strumenti di pianificazione urbanistica predisposti dai comuni e, a tal proposito, si prendono in esame i PEC di due comuni della provincia modenese, Modena e Mirandola Questi sistemi tendono a ridurre i veicoli in circolazione o in parcheggio, per lasciare la rete stradale disponibile al traffico prioritario e a contenere i fenomeni di congestione e gli incidenti.

Le aree destinate alla formazione del bosco non possono essere interessate da nuova edificazione in quanto destinate al potenziamento della vegetazione ad eccezione di percorsi ciclabili, attrezzature e aree di sosta. Questo consentirebbe la creazione di Interventi realizzati e in fase di completamento, al fonte: Conclusioni Agenda significa, etimologicamente, 'cose da fare'. Riferimenti bibliografici Capurso L. Prestamburgo a cura di , Energie rinnovabili e paesaggi. Strategie e progetti per la valorizzazione delle risorse territoriali, Franco Angeli, Milano, pp.

Strategie e progetti per la valorizzazione delle risorse territoriali, Franco Angeli, Milano. In questo senso, il caso di Torino appare critico, ma al tempo stesso anche potenzialmente rilevante. Al suo interno le differenze fra nazioni in termini di livello di urbanizzazione risultano nel complesso contenute. Diventando presidente della rete urbana comunitaria Quartiers en crise, porta a Torino alcuni principi delle politiche comunitarie che influenzeranno fortemente amministrazioni comunali e regionali Bonavero e Rossignolo, Riferimenti bibliografici Atkinson R.

The Europeanization of cities, Amsterdam, Techne Press, pp. Un profilo sociologico, Einaudi, Torino. Investing in Europe, Brussels February, http: A place-based approach to meeting European Union challenges and expectations, Rapporto indipendente su richiesta di D. Immagini e trasformazioni urbane di Torino, Carocci, Roma, pp. La questione urbana in Italia, Donzelli, Roma.

Centro Einaudi , Liberare il futuro. Ue , Regolamento no. La promozione delle fonti di energia rinnovabile, la diffusione dei sistemi di trasporto sostenibili, la gestione razionale delle risorse suolo, acqua, rifiuti ecc. Policentrismo e politiche place-based per il territorio italiano L'approccio basato sul territorio place-based approach , proposto dalla Commissione europea per nuove politiche di coesione , prevede l'elaborazione di strategie di sviluppo territoriale integrate, elaborate in funzione dei caratteri specifici dei contesti locali.

Per progettare interventi a misura delle effettive esigenze e 5. Regione Sardegna, Comuni in estinzione. Figura 1 La Sardegna: Rispetto a questo scenario Cagliari rappresenta il nodo principale della nuova rete territoriale. Con la Legge Regionale n. In assenza di specifici criteri normativi appare difficile infatti definire in maniera oggettiva questo territorio6.

Il rafforzamento delle relazioni con i centri della seconda cintura, favorito Campolongo G. Il capoluogo rappresenta il fulcro vitale di questo sistema in cui sono presenti le grandi infrastrutture portuali, commerciali e industriali e la maggior parte dei servizi di rango comunale e regionale. Il Piano individua quattro obiettivi fondamentali: Riferimenti bibliografici Costa P. Regione Sardegna , Comuni in estinzione.

Atlante demografico del Comune di Cagliari, Dichiarazione di Toledo, The Role of Cities, Nairobi. Indagine empirica alla luce del Censimento del , Alinea, Firenze, p. Cittalia a cura di Testa P. Settori strategici per lo sviluppo sostenibile: I libri del Fondo sociale europeo, , Roma. Il governo delle aree metropolitane in Europa, Report di Ricerca, Roma. Patrimonio territoriale identitario e rilancio economico: Nel il Comune, commissariato, dichiara lo stato di dissesto finanziario in corso di risanamento.

La ricerca muove da alcuni interrogativi: Infine, nel caso di Taranto, le questioni ambientali rappresentano un problema rilevante in quanto inquinamento e contaminazione potenzialmente possono generare fenomeni di suburbanizzazione, facendo emigrare in particolare i residenti in cerca di elevati standard di vita.

Durante la prima guerra mondiale, viene scelta come base dalle flotte navali. Nel diventa, assieme a La Spezia, capoluogo di Provincia. Durante il periodo fascista vengono realizzati numerosi edifici. A proposito di Taranto si legge: Sono individuati 11 ambiti. Si pensi, tra le altre cose, al valore naturalistico delle sue aree umide, alla foce del fosso Galese, alle sue numerose sorgenti costiere, tra le quali il Tara ed il Galese, ai paesaggi della bonifica idraulica, alle pinete di Pinus halepensis presenti sulle sponde del Mar Piccolo la pineta Cimino.

Nel processo di trasformazione hanno cambiato la scala e la distribuzione territoriale, ripensando alla posizione del proprio centro, costruendo una nuova metropoli, collegando le aree periurbane con efficienti mezzi di trasporto. Le trasformazioni sono estremamente rischiose e lente. Figura 3 Taranto con indicazione delle aree interessate dagli interventi. Problematiche irrisolte appaiono ancora: Figura 4 Strategia territoriale del Porto di Taranto con indicazione delle aree interessate dagli interventi.

Gruppo vincitore primo premio: Rosario Pavia capogruppo arch. Matteo di Venosa arch. Riferimenti bibliografici Busquets J. Frank Gehry, un museo americano y vasco. Sitografia Comitato interministeriale per le politiche urbane. Mario Francesco Romandini del Comune di Taranto. Ad Aubervilliers si coglie una forma estesa di dismissione industriale, di carattere territoriale, che ha segnato questo distretto nel corso degli ultimi decenni. Il supporto, definito dalle reti infrastrutturali, dai servizi, dagli usi e dai diritti di un dato contesto, viene a sgretolarsi in seguito alle forme attuali di dismissione.

In particolare, attraverso lo studio del caso di Aubervilliers, si vogliono evidenziare i diversi caratteri della 1. Cambiamento delle condizioni e delle scale del progetto Le forti implicazioni che la dismissione di tessuti e manufatti produttivi sta mostrando permettono di cogliere la distanza critica tra la stagione attuale della dismissione e le condizioni espresse e descritte nel corso degli anni Ottanta.

Se i processi descritti nel corso degli anni Ottanta costituivano importanti occasioni di ridisegno di intere porzioni di tessuto urbano, liberatosi in seguito a processi di demolizione e cancellazione dei supporti industriali precedenti, oggi le condizioni e la scala di intervento appaiono mutate.

Figura 1 Aubervilliers, cambiamento delle condizioni e della scala dei fenomeni di dismissione industriale. Tempi e forme della dismissione: I processi in corso mostrano la presenza di forme diverse di dismissione industriale: Si coglie, ancora una volta, il cambiamento di scala prima descritto che interessa questi fenomeni: Figura 2 Disgregarsi dei supporti industriali: Strategie di intervento per supporti produttivi: Figura 3 Aubervilliers, strategie di intervento su supporti industriali: Ad Aubervilliers la presenza di tempi differenti di dismissione ha permesso di cogliere processi di modificazione secondo gradi di consolidamento diversi: Operare nei tessuti in dismissione significa immaginare scenari modificativi in cui gradi di consolidamento e di rarefazioni si intreccino stabilendo nuove relazioni.

Figura Aubervilliers, scenari di modificazione del tessuto industriale: Il tempo si configura come strumento progettuale, in grado di interagire con stati diversi di dismissione presenti. Quando questo sistema di condizioni economico-sociali viene a sgretolarsi, la dismissione si radica drammaticamente in forme di degrado profondo ed estremo. Figura 3, 4, 5 Conclusioni aperte e scenari prospettici Il caso di Aubervilliers propone un contributo decisivo intorno alla definizione di nuove prospettive progettuali necessarie ad intervenire nei tessuti urbani contemporanei; come visto indaga la condizione dei supporti industriali, la loro disgregazione e progressiva ricostruzione cercando di cogliere i cambiamenti a cui la cultura architettonica e urbanistica deve far fronte.

Il testo costruisce una riflessione intorno a tre questioni fondamentali attraverso le quali definire un nuovo ruolo per i tessuti in dismissione: Il caso di Aubervilliers mostra la convivenza tra diversi tipi di produzione che evidenziano una crescente commistione di usi presenti in un territorio che cerca, attraverso innesti puntuali, di superare i processi di decadenza in atto.

Infine, il testo riflette su possibili strategie progettuali in grado di intervenire su tessuti industriali in dismissione che consentano il riattrezzarsi degli strumenti propri del progetto di architettura.

  • Coleccion del Marques de Sade (CRÍMENES DEL AMOR, DIALOGOS ENTRE UN SACERDOTE Y UN MORIBUNDO, JULIETTE, JUSTINE O LOS INFORTUNIOS DE LA VIRTUD, CUENTOS, ... Edicion en Espanol (Spanish Edition).
  • My Lucky Star!
  • The Black Death: An Intimate History?
  • .

Le strategie studiate mostrano le compresenza di due storie possibili intorno al recupero di suoli industriali, dove ad interventi di consolidamento e densificazione si affiancano processi di rarefazione e sottrazione. Riferimenti bibliografici Bianchetti C. Lifecycles, ebodied energy, inclusion, Giavedoni, Pordenone. Il nuovo ciclo di programmazione economica europea chiede infatti che dai territori nascano grandi progetti integrati, frutto di accordi tra i diversi stakeholders del panorama urbano. Lo studio cerca di estrapolare le condizioni territoriali e sociali che hanno favorito questo fenomeno in Gran Bretagna, mettendole in parallelo con il riarticolarsi di norme e valori aspirazionali seguiti alla crisi e tuttora in circolazione globalmente.

Il presente contributo parte da questo assunto per tentare di capire, poste le differenze abissali di partenza, quali condizioni territoriali e sociali hanno favorito il disfarsi e la stratificazione delle strutture pubbliche in Gran Bretagna, osservando parallelamente il riarticolarsi di norme e valori nelle politiche attuali in tempo di crisi perenne i ek, Il neo-Thatcherismo Harvey, nasce proprio dal dare questi valori individuali al concetto di cittadinanza, come sottolinea Chomsky Questa corrente ha preso piede in Inghilterra a partire dalla prima amministrazione dei Tories in risposta alla prolungata crisi del , quando la relazione Ridley ideata per il governo ombra della Thatcher raccomandava una politica di rottura del settore pubblico e smembramento sindacati.

Preferiscono operare invece in un ampio sistema di capitalismo normativo in cui gli Stati e grandi aziende agiscono secondo reciproci interessi, dove nuovi regolamenti sono redatti proprio dalle reti dei beneficiari privati Raco, Gilliam, Poteri e risorse statali vengono poi utilizzati per istituzionalizzare e finanziare queste nuove disposizioni Cutler, Tuttavia Raco a sottolinea come ora vi sia una differenza qualitativa rispetto al passato: Ci sono anzitutto cinque argomenti chiave da puntualizzare e su cui concordare: Non sono idee politicamente inaccettabili o finanziariamente irrealizzabili: Riferimenti bibliografici Bourdieu P.

Urban governance and the re-scaling of statehood, Oxford University Press, Oxford. Intelligent Buildings International, no. Characterising the 'new' politics of sustainability: Radical Reflections, Policy Press, Bristol, pp. Environment and Planning A: International Journal of Urban and Regional Research, no. The Bodley Head, London. Sitografia A short history of privatisation in the UK: Italia Spa, la saga delle privatizzazioni.

Il quartiere Mirafiori Sud a Torino: In questo contesto si inserisce il progetto AlloggiAMI, ideato e gestito da Isabella De Vecchi e Tecla Zaia, che propone un modello di co-abitazione usufruendo della presenza di ampi appartamenti in disuso o sottoutilizzati e mettendo in contatto la domanda di aiuto della popolazione locale a sostenere le spese di manutenzione degli alloggi riscattati e la richiesta di alloggi a prezzi calmierati da parte degli studenti universitari stranieri del Politecnico di Torino. I materiali di questa ricerca, le ipotesi, le esplorazioni e i primi risultati sono consultabili sul blog: Physician to he present balho e Emprego 1 Fundacentro, Sao Paolo Translated and Enlarged, with an Appendix, by R.

Author of the Medica Dietionary.

BUY ON AMAZON'S NEVER EASY

Results 61 - 90 of Henri Matisse a retrospective by John Elderfielld and a great selection of similar Used, New and Collectible Books available now at. Results 1 - 30 of Books, First Edition . (PREGANZIOL, T V, Italy) NOTIZIE DEL BELLO DELL' ANTICO E DEL CURIOSO DELLA CITTà DI NAPOLI. CARLO.

Kouchner, Notice biographique du docteur A. Om Arbetares Sjunkdomar, traduzione di B. Gerhards- dotto dal latino dall'Abate Chiari da Pisa, Edizione riveduta sull'originale, per son. Diseases of workers, Traslated From the latin te: Cui- la maladie muqueuse, par Roederer et Wagler. Parerti, a cura di dal latino con note e aggiunte di Antonio Francesco Conte di Fourcroy. Cosmacini, Edizioni Teknas, Roma Die krankheiten der handwerker, Aus dam Lateinischen uber- nezia Le malattie dei lavoratori, Traduzione di I.

Le malattie degli artefici, traduzione dal Francese di G. Le- mano e F. Carnevale, Libreria Chiari, Firenze U. He was cites Ramazzini many rinies. Finally, he was use of statistics, he demonstrated beyond caviI used during the fascist period to affirm ltalian that factory workers lived shorter lives than agri- supremacy with respect to rhe birth and pater- cultural laborers Luigi Devoto was sis, Thackrah concludes: Today, times bave changed. The Italian tno- don in the manufacturing period.

The Hellenist Wil- gland. Bernardino Ramazzini, Biography and bihliography. Eur f Oncology ; 4: In the words of his loyal supporter, Devoto: Farringion B, I-Iead and hand in ancient Greece. Some hear its deep murmur, but cannot define it. These human 4, Panseri G. La nascita della polizia medica: De Morbis Artiftcum Dia- the surface, and its cottrse should not be turbulent at ali. Sudhoffs Ardii Z Wissenschaftsgesch ; The University of Chi- It has been used, especially during the s and s in the in- cago Presa, Chicago Bibliografia di Bernardino Ramazzini.

The Wealth of Nations: Tale politica svolge un ruolo essenziale nel favorire il passaggio a investimenti destinati alla costruzione di una crescita intelligente e sostenibile mediante azioni volte a risolvere problemi climatici, energetici e ambientali. Gli assi strategici formulati, dovranno delineare raccomandazioni pratiche, 7. DG Environment, European Commission. In secondo luogo ponendo l'accento sulla conservazione e la massimizzazione del potenziale dell'ambiente naturale. Riferimenti bibliografici Ajuntament de Barcelona , Barcelona green infrastructure and biodiversity plan Biodiversity in the City of Lisbon: Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento Europeo del 22 novembre Comunicazione della commissione al parlamento europeo, al consiglio, al comitato economico e sociale europeo e al comitato delle Regioni: Comunicazione della commissione al parlamento europeo, al consiglio, al comitato economico e sociale europeo e al comitato delle regioni: Convention on Biological Diversity, http: Ecosystem Services in Urban Management.

Department of Economic and Social Affairs. Green Structure and Urban Planning. I modelli che verranno analizzati sono quelli di Genova, Torino, Milano e Bologna. Agenda Urbana nazionale, smart City, cambiamenti climatici. Tale crisi si riscontra nel fallimento di gran parte dei modelli di gestione economica e di governance fino ad oggi utilizzati nelle aree urbane. Le definizioni sono numerose e talvolta in contrasto tra loro. Ulteriore chiarezza circa cosa sia una Smart City proviene dai bandi Horizon che dedicano ampio spazio al tema.

Leggendo le call esplicitamente dedicate alle tematiche urbane, emergono con forza per la prima volta alcuni aspetti operativi specifici della Smart City. I modelli di governace ideati ad hoc per dirigere il processo di crescita di una Smart City possono essere sintetizzati in due grandi famiglie: I Tavoli di discussione tecnici, reperimento fondi, discussione sono il luogo del coinvolgimento degli stakeholders. Seguendo anche le linee guida contenute nel documento in discussione per la definizione di una strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, la pianificazione territoriale dovrebbe attivare strategie in grado di: Riferimenti bibliografici Ambrosetti , Smart Cities in Italia: Cassa Depositi e Prestiti , Smart City.

Progetti di sviluppo e strumenti di finanziamento. Impacts, Adaptation, and Vulnerability. Abstract Per i comuni in Italia si profilano maggiori compiti e minori risorse. Comuni al centro Maggiori compiti e minori risorse si profilano per i comuni in Italia, singoli o in rete. Questo contributo invita a discuterne a partire dalle politiche temporali urbane, nate in Italia e debolmente imitate in Europa.

Alcuni enti realizzano politiche temporali specifiche come a Lione, Parigi, Belfort e Poitiers Rochman, Tremblay, ; altri riconoscono caratteri temporali nelle pratiche di pianificazione e gestione urbana, ad esempio Digione. Il primo versante delimita le politiche temporali urbane. Molti possono essere gli esempi. Gli usi temporanei sono un tema cardine del documento strategico per Berlino , ma anche per studi sperimentali di geografia a Gorizia e Nova Gorica. Il 5 luglio la Giunta comunale, con deliberazione n.

Il programma di lavoro prevede tre fasi: Un approccio strumentale ha motivato la scelta e definizione dei possibili temi di intervento e proposte di progetti su cui sviluppare il Piano: Le tre reagiscono sia rispetto ai singoli soggetti sia al territorio fisico7. Sono gli esiti del monitoraggio8 che confermano le ipotesi di una combinazione delle tre componenti rispetto a contesto urbano e singoli dipendenti agili. Riguarda settori diversi, con un bacino complessivo di circa Sebbene la proposta riguardi Milano, la risposta rimarca un territorio legato alla regione urbana milanese e oltre.

Non meno significative sono i vantaggi per le imprese, la cui restituzione esula dal presente contributo. A riguardo si rimanda ad una sintesi Mapelli, delle ricerche empiriche condotte da anni nei paesi di lingua anglosassone. Secondariamente, il trattamento degli orari e dei luoghi di lavoro come tema esplicito e diretto di una politica pubblica rispetto al suo impatto sul territorio, sebbene sia da sempre un tema delle politiche temporali urbane, spesso era rimasto sottotraccia.

Riferimenti bibliografici Arena G. Studi sul cambiamento organizzativo nella pubblica amministrazione, Angeli, Milano, pp. Comune di Bologna , Bologna. Leggere il nuovo piano urbanistico. A cura di B. Comune di Milano e Amat, , Gli esiti della Giornata del lavoro agile. Una sperimentazione del Piano territoriale degli orari, http: Dente B, Bobbio L.

Ministry of Social Affairs and Employment, Dpt. Politiche del tempo urbano in Italia, Angeli, Milano. Processi socio-economici e sviluppo urbano Nella maggior parte delle economie avanzate i sistemi urbani stanno subendo una profonda trasformazione. Post-metropoli e nuove dinamiche socio-economiche Con il testo Postmetropolis pubblicato in edizione originale nel , Edward W.

I nuovi processi di urbanizzazione sono permeati dalla globalizzazione. Gli studi urbani sono, infatti, multilivello e prestano attenzione al contesto ed al ruolo di fattori strutturali e istituzionali Scott, Riferimenti bibliografici Castells M. Stile di vita, valori e professioni, Mondadori, Milano.

Encountering the City, Routledge, London].

  1. The Deadly Seance (A Gooden and Knight Mystery Book 2)!
  2. Freedom from Nicotine - The Journey Home.
  3. Sonata No. 2 in A Major.

L'economia sociale delle metropoli, Il Mulino, Bologna. Architettura, Ambiente, Patrimoni Culturali Email: The Ignored Challenge, Bruxelles Brunori, La ri -costruzione sociale del paesaggio nella campagna contemporanea. Processi, problematiche politiche per uno sviluppo rurale sostenibile, in La gestionedel paesaggio rurale tra governo e governance territoriale.

Maragon, Franco Angeli, Milano Che fine ha fatto la riforma? I temi da affrontare riguardano quattro grandi visioni: Ma a Matera sopravvive ancora, malgrado i processi di progressiva terziarizzazione, una forte componente rurale che negli ultimi anni ha registrato un cospicuo incremento di addetti al settore primario orientato anche sulla erogazione di servizi7. I dati presentano alcuni indizi di un certo interesse: I nuovi addetti nel sono collocati in gran parte nel turismo: Si registra, infine, un piccolo ma significativo aumento in agricoltura e questi dati controbilanciano la perdita di occupazione a Matera nei settori industria, costruzioni e commercio.

Rappresenta la principale causa di scomparsa delle terre agricole francesi, mentre gli spazi naturali, per la loro parte, vengono meglio protetti e tutelati. Per questo motivo, malgrado la moltiplicazione di aree protette, il consumo di suolo agricolo sembra non arrestarsi sul territorio francese. In queste condizioni il desiderio di costruire degli alloggi, spesso completamente legittimo, si manifesta nella ricerca di una briciola disponibile alla vendita e di un accordo finanziario adeguato.

Per rispondere a questa logica, il suolo selezionato deve essere piano e di un solo proprietario: Crescono le industrie creative, e la stessa cultura anche attraverso il turismo. New Challengesfor Agricultural Research: Urbano rurale ecologia, Donzelli, Roma.

Processi, problematiche politiche per uno sviluppo rurale sostenibile, in Brunori G. Urban and digital agenda: Abstract In the framework of the EU-level debate on the link between Urban and Digital we highlight some possible misinterpretations to be avoided when transferring these reflections into regulations and guidelines at the level of the Italian Urban Agenda.

In particular, we propose a new way to look at cities, free from the constraints of the mainstream urban and planning theory, which takes them as real-life experimental laboratories for reconceiving city making and the concept of digital innovation itself. This latter intended as real, radical change, not simply assured by the ICT endowment of smart cities and communities, but also requiring the enabling of lively and collaborative learning environments, whereby new socio-digital infrastructures are built on the top of new forms of governance, participation and democracy.

Out of the simple superimposing of a technological layer to the existing physical or communitarian one, but rather through the exploration of a number of possible development opportunities emerging from collective learning in Smart Cities, consistently with a conception of urban environments as immense and promising laboratories, where innovation is co-created and the immanent intelligence of the urban is revealed by ICT, rather than installed or simply ICT-enabled.

And, last but not least, where a renovated perspective of sustainability focuses on longer-term social revenues from innovation policy, according to a much broader perspective, although however profitable, than that one of shorter-range yields of accruals in urban infrastructure. However, in the past three years now, and due to a variety of factors, including an increased awareness of the role of cities and of the power of citizens in addressing global challenges and enabling the achievement of broader policy targets, the need has emerged for a more structured integration of urban and regional development themes, to be achieved within the framework of the new programming period The DAE contains specific policy actions, aimed at achieving 13 specific goals, grouped around seven priority areas: Digital single market; Interoperability and standards; Trust and security; Fast and ultra-fast Internet access; Research and innovation; Digital literacy, skills and inclusion; and ICT-enabled benefits for the EU society.

However, none of the key policy documents that could be mentioned in association to the second strand — even those explicitly aimed at increasing the consideration of cities as playing a major role in support of Europe targets — have tackled the issue of developing a structured framework for the UAE, with defined priorities and action lines, as yet. The necessity for this framework has been recently put forward by a group of Member States led by Netherlands and Belgium, but notably including the four EU Presidencies of , namely Greece, Italy, Latvia and Luxembourg and received support by the Directors-General responsible for urban development in the Member States Greek Presidency, Key elements of a european urban agenda Based on existing pieces of EU legislation, we can anticipate that an Urban Agenda for Europe should at least be operationalized according to the following principles: More and better integration of local authorities and civil society in the implementation process of Europe as well as in all decision-making stages of the new cohesion policy , from programme design to execution and evaluation; 2.

Delivery of traditional and innovative ways of networking, exchange of experiences and best practice sharing among and across leading European urban development players. This should particularly promote networking activities for European cities and the follow-up to ERDF-funded projects, such as those collected in a recent good practice study by DG Regio These will aim to promote innovative and transferable approaches and solutions in the field of sustainable urban development, for all thematic objectives of cohesion policy.

Integration should not only take place across thematic objectives and sectorial priorities, but also through bundled funding from different priority axes and programmes e. Finally, the intermediate body to carry out the management and implementation of ITI can be an EGTC17 or other similar legal body, which creates the possibility to combine actions financed from ETC18 and from the Structural and Investment Funds.

BUY ON AMAZON'S NEVER EASY

Sitografia Comitato interministeriale per le politiche urbane. A differenza delle reazioni consequences , gli effetti derivano dalla messa in discussione delle convinzioni. Also unfounded is the opinion that Mussolini could have founded an African empire anywhere in the Mediterranean, the Arabian peninsula, or the Horn of Africa. Manoscritto cartaceo infolio mm x a inchiostro seppia. Impacts, Adaptation, and Vulnerability. Esiste un nesso tra questione urbana in Italia e agenda urbana europea e nazionale? He opened three schools for male children of chiefs and other notables.

One of the ESF investment priorities under the Promoting Social Inclusion and Combating Poverty Thematic Objective 9, CLLD consists of a development model that mobilises all the key players from a deprived area into a collaborative partnership to increase employment and overcome disadvantage. In rural areas, CLLD has already been in place during the previous programming period as the http: European Grouping of Territorial Cooperation.

In urban areas, it is recommended that the physical and economic regeneration activities supported by the ERDF should go hand in hand with the ESF actions aimed at promoting the social inclusion of marginalized groups. Connections with the European Digital Agenda While the ITI or CLLD supported projects in urban areas may well include low-carbon investments, energy efficiency in public buildings, social housing, urban regeneration, reduction of air pollution, and clean urban transportation, an interesting connection to the DAE is the possibility of using the European Structural and Investment Funds to accelerate the take-up of ICT, broadband, eCommerce and eGovernment at local level.

Such growth can materialise in two main ways: Additionally, the development of a Strategic Policy Framework for the implementation of DAE goals at national and regional level is one of the ex-ante conditionalities applying to the new programming period of Structural and Investment Funds. We can therefore summarize the current outlook of policy planning and programming at urban and regional level in the following manner. The ITI can be used as an instrument to attain some of the DAE goals in terms of local infrastructure and territorial innovation, while CLLD and Smart City pilot experimentations clearly can combine social with technological innovation at different territorial scales.

Apart from Structural and Investment Funds, direct EU driven initiatives such as the European Innovation Partnership and Horizon can also be invoked to promote and financially support these experimentations. Taken together, the broad set of actions above is meant to stimulate a virtuous circle of investment in and usage of digital technologies, with a decisive role attributed to the urban and local level.

The underlying focus on innovation links the urban with the digital agenda in a way that challenges the conventional wisdom on cities. After 16 years the role of technologies is far different and more promising: European Agricultural Rural Development Fund. In terms of scope, objectives and ideal, the vision of the European city of tomorrow that emerges from this picture is: Within this framework, operational questions to be answered include: Examples of such experiments include: Can the former promote a broadened concept of Smart City, which also includes social and environmental aspects, in addition to the digital ones, and therefore the development of an enabling infrastructure for socio-digital innovation?

Can the latter be seen as an alternative instrument of governance that makes room for public sector innovation through better engagement of and more collaboration with citizens and local communities? The main action lines of IDA implementation25 are inspired by the priorities of the homonymous flagship initiative of the Europe strategy, and involve the domains of Digital Divide, e-Identity, e-Administration, e-School, e-Health, e-Justice, e-Payments and e-Invoicing.

Due to the partition of competences between the National and the Regional level established by the Italian Constitution, most of the IDA action lines actually require shared decisions with the Regions and Autonomous Provinces of Italy. In essence, the DAE implementation in Italy resembles a sectorial policy, requiring among other things a strong coordination between regional and national government structures.

This is not at all what we should expect in the case of the UAE. First, we need to give due recognition to cities as places and agents of change, and therefore adapt and reformulate our agenda goals in the perspective of exploiting that potential for urban and regional development.

Speranze e glorie; Le tre capitali: Torino, Firenze, Roma by Edmondo De Amicis

Second, the strategic importance of civic communities, for both the smaller and the larger sized municipalities, requires a change of style in implementation of projects and programmes, giving more emphasis to social innovation and experimentation. Third, despite the association of objectives between DAE and UAE, the future of urban development in Italy will be strongly dependent on a renovated perspective of sustainability, which focuses on longer-term impacts, rather than shorter-range implications of accruals in urban infrastructure.

This does not mean to sacrifice conventional wisdom on return of investments, but to introduce different ways of evaluating — and therefore, measuring — the social revenues from innovation policy according to a broader perspective With the definition of the new regional policy framework at EU level in late , cities and towns have gained an additional dimension of operations that was not that clear in the previous programming period: Now after the Lisbon Agenda in , the Europe strategy and its flagship initiative known as Digital Agenda for Europe, citizens as well as businesses are in focus of digital innovation and the take-up of ICT for smart, sustainable and inclusive growth.

This is strongly reflected in the new cohesion policy framework , whereby a considerable amount of financial resources is being devoted to a rather holistic concept of urban innovation.

  • Letteratura artistica: febbraio .
  • Old Surehand 3 (German Edition).
  • The Psychic Children: Dolphins, DNA and the Planetary Grid!
  • Download This eBook.
  • Position Pieces for Cello, Book 2.
  • .
  • .

This paper has summarized the EU-level debate on the link between Urban and Digital Agenda, and highlighted some possible misinterpretations to be avoided when transferring these reflections into regulations and guidelines at the level of the Italian Urban Agenda. We propose a new way to look at cities, free from the constraints of shared urban and planning theory, which takes them as real-life experimental laboratories for reconceiving city making and the concept of digital innovation itself.

Contribution This paper is the result of a collective reflection of all the authors. Francesco Molinari has done the collating and merge of individual contributions. Bas Verkerk, Mayor of Delft. European Commission , Towards an urban agenda in the European Union. Investing in Europe", Brussels, February Discussion paper prepared for the informal meeting of ministers responsible for Cohesion Policy. Issues paper presented at the meeting of Directors General responsible for Urban Development.

Athens, 24th April Territorial Agenda of the European Union , Available online at: Toledo Declaration , Available online at: Una volta chiarificate alcune questioni implicite al tema della dispersione, cercheremo di dimostrare la massa critica dei territori periurbani in Italia, esplorando infine su un caso studio le ipotesi avanzate precedentemente, attraverso il confronto con progetti concreti contemporanei. Abbiamo voluto rappresentare la dispersione urbana italiana attraverso 7 campioni, individuando porzioni circolari di territorio aventi un raggio di 80km.

Caratterizzati da costellazioni di centri urbani tra i 50, e i , abitanti, essi sono una significativa rappresentazione di quello spazio europeo di cui le politiche urbane comunitarie vorrebbero occuparsi, entro il e oltre. Nel caso delle Fiandre, i diversi elementi infrastrutturali hanno generato corrispondenti sistemi urbani. Di conseguenza, la frammentazione e la dispersione del territorio belga sono il risultato della sovrapposizione di diversi sistemi urbani con una precisa morfologia e logica interna in diversi periodi storici De Block, Il progetto Adria-A3, finanziato dalla Central European Initiative, ha invece come obiettivo quello di ripristinare i collegamenti 3.

In sintesi, possiamo individuare gli strati fondamentali del territorio friulano: Il processo di gestione del. Si tratta quindi di superare la dicotomia tra palinsesto territoriale e infrastruttura come opera ingegneristica di grandi dimensioni che lo attraversa in modo arrogante Fabian, Lo scenario proposto dagli architetti irlandesi FKL in occasione della biennale di Venezia del fornisce un interessante esempio in questo senso.

Similar Books

Esso si basa sulla definizione di un nuovo sistema insediativo e produttivo lungo le strade statali che connettono i centri urbani maggiori. I presupposti del progetto di agglomerazione sono: In questo caso, la linea di trasporto si propone come intervento in grado di ridefinire una cornice unitaria di paesaggio e di orientare la morfologia delle future densificazioni. Il layout monofunzionale della diga viene quindi messo in discussione da un progetto integrato, in cui le parcelle vacanti sono messe a sistema e creano nuovi spazi, che assumono la funzione di aree destinate al loisir o di riserve ecologiche.

Pittura dell' 800' spiegata da linawycatuzy.gqo

Allo stesso tempo, il tram crea nuovi spazi per la lottizzazione definendo una catena urbana composta di spazi naturali e villaggi animati fig. Riferimenti bibliografici De Block G. Katholeike Universiteit Leuven, Leuven. La dimensione urbana dello sviluppo locale. La definizione del concetto di sviluppo locale urbano consente di determinarne le dimensioni, articolate in ambiti specifici, per ciascuno dei quali sono stati definiti gli indicatori Golini, Le tre dimensioni individuate sono state scomposte in otto ambiti specifici: Il dataset finale contiene 80 indicatori analizzati nel decennio , scelto come intervallo temporale di indagine.

Rispetto agli indicatori riguardanti le risorse endogene, si sono analizzate le dimensioni del capitale umano e del capitale naturale. In relazione al primo aspetto Sistan, , Istat, emerge una perdita di capitale umano e si evidenzia un invecchiamento progressivo della popolazione. Le dinamiche demografiche che hanno caratterizzato il territorio si riflettono sulla componente attiva e non attiva della popolazione. Se consideriamo che il territorio comunale misura Interessanti informazioni vengono offerte anche dai dati forniti da Movimprese, che, se pur relative alla provincia, con buona approssimazione, possono essere ritenute valide anche per il comune di Palermo.

Emerge, pertanto una preoccupante assenza di crescita in relazione alla struttura produttiva del territorio: Un set di indicatori analizza il settore del turismo Istat , Istat , verso cui le politiche locali e regionali mostrano una certa attenzione. Tra gli indicatori del benessere economico sono stati analizzati alcuni dati relativi al mercato immobiliare e alle abitazioni Istat, , In relazione al benessere sociale Istat, , Istat , Istat , le variabili analizzate, se pur non riescano a restituire un quadro del tutto completo di tale ambito, sono le seguenti: Istat, rispetto ai comuni di maggiore ampiezza demografica.

Se consideriamo che la superficie comunale si aggira intorno a Tabella I Le variabili dello sviluppo locale urbano a Palermo. Per una nuova alleanza tra urbano e rurale, pp. Pichierri a cura di , La crisi italiana nel mondo globale: Consulenza tecnica svolta per la Procura della Repubblica presso il tribunale di Palermo.

Stato di attuazione delle attrezzature pubbliche previste del Piano Regolatore Generale mimeo. Comune di Palermo , Relazione Generale. Variante Generale al Prg, Comune di Palermo. Istat, Regione Siciliana , Informazioni e territorio, Statistiche dei maggiori comuni siciliani. Istat , Atlante Statistico dei comuni, Istat, Roma. Sicilia , FrancoAngeli, Milano. Ministero per coesione territoriale, Metodi e obiettivi per un uso efficace dei fondi comunitari , Roma.

Dati statistici relativi alle imprese Movimprese: Rete dei Sistema Informativo Nazionale Ambientale: Abstract Alcuni spazi di consumo di beni, servizi ed esperienze sono diventati, a fronte di specifiche condizioni, attrattori e catalizzatori di flussi di persone, di beni, di informazioni, di energie e di investimenti nel territorio.

In un momento in cui lo spazio assume nuovo protagonismo nelle strategie di rigenerazione e sviluppo passando, in sostanza, da oggetto a soggetto, le azioni intraprese saranno incisive solo se coinvolgeranno quegli spazi che hanno un ruolo rilevante nei processi di specializzazione e riorganizzazione della postmetropoli contemporanea. Il loro archetipo sono le cittadelle o i campi Agamben, Come affermato nel testo originale di R. Such a mass can no longer be controlled by a singular architectural gesture, or even by any combination of architectural gestures.

The impossibility triggers the autonomy of its parts, which is different from fragmentation: In questi frammenti si concentrano azioni diverse, frutto degli investimenti di operatori commerciali, immobiliari, ecc. Questo tipo di definizioni, a mio parere, introduce due degli aspetti chiave del tema: Allo stesso tempo la loro presenza influenza il contesto in cui sono insediate e lo fa a vari livelli: Si tratta di un lavoro precedente e necessario da compiere prima di mettere in campo qualsiasi tipo di politica.

Allo stesso tempo, come ha avuto modo di osservare C. Essi manifestano, in origine, una discutibile scelta localizzativa legata alla dispersione. Questo tipo di spostamenti, orientati in origine ad una clientela di tipo business, ha reso possibile un crescente traffico shopping-based dal nord ed est Europa, che ha come destinazione il centro commerciale Orio Center. Riferimenti bibliografici Agamben G. De las Rivas J. The ecology of landscapes and regions, Cambridge University Press, Cambridge. How America rebuilds cities, M.

Eds, , Complexity and Co-evolution; continuity and change in socio-economic systems, Edward Elgar, Cheltenham. Life on the new frontier, Doubleday, New York. New life for downtown, Preservation Press, Washington. Trasformazione urbana e governance territoriale, Franco Angeli ed. Agenda urbana e governo metropolitano: Il paper si sofferma sul tema delel riconfigurazione delle agende urbane ragionando sulle dinamiche in atto in due contesti nel Nord Italia: Torino, con particolare riferimento al percorso di pianificazione strategica recentemente rilanciato e Milano, con specifica attenzione al tentativo di definire percorsi e azioni di governo metropolitano attraverso la mobilitazione degli interessi economici e sociali e la cooperazione intercomunale.

Esiste una questione urbana in Italia? Quali sono i tratti della questione urbana italiana? La questione urbana italiana presenta almeno tre tratti qualificanti, anche in relazione al contesto europeo. Esiste un nesso tra questione urbana in Italia e agenda urbana europea e nazionale? In questo senso anche i primi passi del nuovo Governo sembrano andare in una diversa direzione: Sul fronte delle riforme istituzionali il dispositivo di legge recentemente approvato L.

In terzo luogo, la costruzione di forme e pratiche di governo metropolitano, in Europa, prende sovente le mosse da progetti istituzionali che riguardano il coordinamento e la messa in rete delle conoscenze prodotte dal, nel e sul territorio. Si tratta dunque di promuovere centri di competenze autorevoli, che supportino la nuova istituzione metropolitana e offrano servizi efficienti e qualificati ai comuni e che possano rappresentare insieme attori e arene dei processi di innovazione. Da una parte, la rete di attori attivata sembra essere ancora quella tradizionale, attardata su una agenda urbana per molti aspetti obsoleta.

Gli attori chiamati al Tavolo Milano sono chiusi nel perimetro della rappresentanza degli interessi tradizionale, radicalmente in crisi in un contesto come quello milanese. In sintesi, a Milano non sembra a oggi maturo un processo capace di intrecciare virtuosamente la definizione di una nuova agenda urbana e la costruzione della nuova istituzione metropolitana. Il percorso attivato presenta alcune differenze significative rispetto alle due precedenti esperienze dei primi due piani strategici.

Questo scenario richiede nuove strategie, progetti e strumenti per la cooperazione metropolitana. In questo contesto ogni processo di carattere strategico deve essere in grado di promuovere e attivare progetti, di costruire visioni che in questi progetti siano radicate ed esemplificate, di consolidare progetti e visioni dentro pratiche di governo.

Quali temi per le agende urbane? Queste agende urbane dovrebbero essere in grado di segnare uno scarto significativo rispetto alle agende inerziali degli anni , provando a lavorare su un numero limitato di questioni che oggi sono ineludibili per dare senso e corpo a qualsiasi processo e strategia di riforma e riassetto istituzionale. Segnalo dunque in conclusione alcuni temi per nuove agende urbane, che mi sembrano particolarmente pertinenti sia nel contesto milanese che in quello torinese. Nel corso degli ultimi quindici anni le grandi aree urbane italiane sono state tutte stata soggette a un rilevante consumo di suolo non urbanizzato.

Si tratta di un fenomeno incoerente con le dinamiche demografiche e irragionevole in relazione alla profonda crisi del mercato urbano e immobiliare, che consegna a istituzioni e operatori il rischio di una ingovernabile sovrapproduzione edilizia. Al tempo stesso, la crisi economica consegna ai territori metropolitani un enorme patrimonio edilizio, pubblico e privato, sottoutilizzato o abbandonato. Non si tratta solo della nuova fase della dismissione industriale: Azioni, tattiche, progetti di recupero, riuso, rigenerazione urbana sono oggi il cuore di una strategia territoriale capace di supportare un nuovo modello di sviluppo.

Le agende urbane devono dunque essere in grado di immaginare nuovi territori servizi, attrezzature, ma anche progetti fisici per nuove economie. Nota conclusiva Queste rapide indicazioni per la costruzione di nuove agende urbane devono naturalmente essere messe alla prova dentro progetti, politiche, azioni; devono alimentarsi di processi di interazione complessi e multiattoriali; devono saper attivare risorse e investimenti ingenti.

Risulta dunque di sostanziale importanza individuare una visione strategica e strutturale per queste aree. Per questo il Governo ha deciso di destinare parte dei fondi europei e di bilancio ordinario per la realizzazione di questa strategia, che si prefigge di raggiungere tre obiettivi generali. Questi obiettivi saranno perseguiti attraverso due classi di azioni. Tutti i comuni che parteciperanno in forma associata nelle aree-progetto, dovranno realizzare in gestione associata le funzioni essenziali, oppure se le condizioni di contesto lo permettono, avviare processi di unione e fusione.

Questa legge impone ai comuni con popolazione inferiore a 5. Sempre secondo Calafati, le politiche del riequilibrio territoriale portate avanti tra gli anni Sessanta e Novanta, volte a sviluppare e industrializzare ogni singolo comune, anche piccolissimo, non hanno dato luogo a processi di integrazione territoriale. Secondo questi studi, i cui risultati sono riportati qui di seguito in fig.

Il secondo lavorando invece sulla griglia urbana, definisce le relazioni tra questa e il contesto urbano in cui essa risulta inserita. Figura 2 Mappa Da sinistra: Negli ultimi anni le tecniche di analisi configurazionale, prima applicate solo alla scala locale dello spazio urbano, si sono interessate di studiare anche la scala territoriale e dunque quella globale. Viceversa studiano anche gli effetti che le trasformazioni ipotizzate alla scala locale generano sul sistema globale.

In un sistema intelligibile, e dunque comprensibile, gli spazi ben collegati tendono ad essere anche ben integrati. Akkelies van Nes — Egbert Stolk Dep.

A Place in the Sun: Africa in Italian Colonial Culture from Post-Unification to the Present

Riferimenti bibliografici Barbieri P. Sitografia Slums and informal settlements. Il caso di Roma in prospettiva comparativa Barbara Pizzo. Abstract Il contributo presenta alcuni risultati di una ricerca sulle aree metropolitane, in prospettiva comparativa internazionale. Il contributo presenta alcuni risultati di una ricerca sulle aree metropolitane, in prospettiva comparativa internazionale1.

I processi di mutamento che interessano il suo. Il gruppo di Roma ha ottenuto un finanziamento di Ateneo per una ricerca interdipartimento, coordinata da chi scrive, dal titolo: Da una — seppur ancora non conclusiva — analisi delle dinamiche in corso, del ruolo e delle visioni portate dagli attori e dalle istituzioni coinvolti rispetto a questo quadro, si direbbe che il caso di Roma possa essere.

Speranze e glorie; Le tre capitali: Torino, Firenze, Roma by Edmondo De Amicis - Free Ebook

Mi interessa orientare la discussione verso questi aspetti per tre motivi principali: Tale accelerazione si verifica principalmente in seguito: In molte occasioni6 convivono entrambi senza che vengano chiarite le relazioni e le eventuali differenze. Ministro per la Coesione Territoriale , p.

In un certo senso, si direbbe che la questione delle aree metropolitane stia seguendo in modo preoccupante un percorso analogo. Il caso di Roma. Si tratta di un lavoro ancora in corso, pertanto inevitabilmente parziale. Il riconoscimento di tale carattere eccezionale viene sancito in particolare nel , con la riforma del titolo V della Costituzione9. Per il rapporto tra contesto economico-produttivo di Roma e impatto delle leggi speciali, si vedano Pagnotta , e Toscano La sproporzione, seppure con connotazioni diverse, esiste poi alle diverse scale: Riferimenti bibliografici Amato F.

Camera di commercio di Roma b , Lo scenario economico provinciale. Il Lazio, Einaudi, Torino. Comune di Roma , Progetto di Roma, Roma. Le aree urbane tra crescita, innovazione ed emergenze, Il Mulino: Government and Policy no. Social conflicts and governance, Oxford University Press, Oxford. Ministro per la Coesione Territoriale, Carlo Trigilia , La programmazione del nuovo ciclo dei fondi europei — Presentazione della bozza di Accordo di partenariato - 10 dicembre Tra dopoguerra e miracolo economico, Editori Riuniti, Roma.

Oxford University Press, pp. Provincia di Roma , Ufficio studi: State and Local Government Review, no. Industria e terziario avanzato dal ai giorni nostri, Gangemi, Roma. Dealing with diversity in 21st century urban settings, Amsterdam The Netherlands , July Non sorprende che, uno dei cinque punti fondamentali costituenti il nucleo dell'Agenda Urbana riguardi proprio la Strategia europea in materia di Clima ed Energia3 con gli stessi obiettivi di Europa Sono stati introdotti i piani a valenza energetica individuando due livelli di approfondimento: